I cookie sono i biscotti più buoni del mondo, ma stavolta non parliamo di loro in termini di cibo.

Il mondo del web è una fonte di informazioni immensa, ricca di notizie da ogni parte del mondo soprattutto disponibili in qualsiasi momento.

Dall’altra parte, però, tutto quello che noi cerchiamo sulla rete ci viene mostrato in maniera diversa ad ognuno di noi.

Se siete utenti di Google, durante le ricerche, avrete notato come il motore di ricerca non dia indicazioni generali, uguali a tutti, ma ci illustra quello che voi esattamente volete, ciò che vi aspettate insomma.

Tutto questo succede perché la rete è fornita di numerosi algoritmi e ci fanno entrare nel meccanismo della bolla dei filtri.

Cosa significa?

Secondo quanto scritto su Wikipedia, “La bolla di filtraggio è il risultato del sistema di personalizzazione dei risultati di ricerche su siti che registrano la storia del comportamento dell’utente.”

Spieghiamo meglio: durante la nostra navigazione, lasciamo in giro delle piccole tracce che vengono chiamate cookie, proprio come i famosi biscotti di cui si parlava prima.

Heart coffee art with cookie, Photo by Ibrahim Rifath on Unsplash
Heart coffee art with cookie, Photo by Ibrahim Rifath on Unsplash

Avrete sicuramente visto tantissime volte la famosa scritta di una qualsiasi pagina web che specifica, ed avverte, che è in atto, all’interno del sito stesso la raccolta di questi famosi cookie cioè piccoli segni identificativi della nostra presenza e tracciamo qualsiasi movimento nella tal piattaforma.

Ogni sito fa largo uso di questo metodo, riuscendo a capire esattamente quali sono i nostri comportamenti, identificando ciò che cerchiamo di più, da dove ci connettiamo e quali sono le nostre ricerce più classiche.

Insomma, grazie a questi cookie non siamo più trasparenti, ma dalla nostra prima navigazione iniziamo a rilasciare la nostra personificazione con la quale i Big della rete ci forniscono i servizi.

Leggi qui il mio articolo “La prima volta non si dimentica mai”.

Questo però non da l’idea dei servizi completi in maniera democratica ma solo ed esclusivamente ciò che piace a noi e quindi entriamo appunto, nella bolla dei flitri.

Questo potrebbe condizionarci?

Assolutamente si, perché non ci fornisce una rete di informazioni che possono, e dovrebbero, andare anche contro la nostra opinione per avere quandro completo, e democratico, della situazione ma ci porta a considerare tutta la nostra rete di informazioni verità, quando, in realtà, sono solo una piccola parte e, specifichiamolo, è la nostra verità.

Come ovviare a questo discorso?

Come ho sempre specificato, cerchiamo valide alternative al solito utilizzo che ne facciamo.

Usiamo DuckDuckGo come motore di ricerca piuttosto che Google e vedremo delle notizie uguali per tutti, quindi libere dal condizionamento delle nostre preferenze.

Usiamo Signal invece di WhatsApp ed avremo una chat libera di controllo.

Soprattutto, utilizziamo gli strumenti in maniera più consapevole, perché la rete è molto di più rispetto a quello che vediamo quotidianamente.

Immagine di copertina: Pastry beside ceramic mug, Photo by Adeolu Eletu on Unsplash

Felicidad

From This Day, Machine Head


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