Smartphone rubato o perduto? Ecco 7 passaggi utili da fare dopo l’accaduto.

Se qualche anno fa si andava nel panico per aver perduto il portafogli, la situazione ora è ulteriormente peggiorata.

Ammettiamolo, nel momento in cui non troviamo più il nostro amato smartphone, ci sale un alto livello di ansia.

Basta solamente lasciarlo a casa nel momento della partenza, per tornare indietro con una certa fretta a riprenderlo sperando non sia successo niente di grave nel frattempo.

Può capitare, però, che il nostro oggetto del desiderio venga perduto oppure rubato, quindi cosa fare in questi momenti?

Vediamo 7 passaggi che possono rivelarsi utili per chi ancora non ha avuto la fortuna di imbattersi in queste situazioni:

1) Codice IMEI, che sta per International Mobile Equipment Identity, è il codice identificativo di ogni dispositivo, un po’ come il nostro codice fiscale, e permette di bloccare completamente il proprio smartphone, evitando così che possa essere usato o manomesso da persone terze senza permesso. Questo ovviamente non può essere fatto da noi ma dalle compagnie telefoniche.

Dove lo troviamo? Nelle scatole dei dispositivi e, se non la troviamo, possiamo digitare il codice *#06# come se facessimo una normale chiamata.

2) La denuncia ai carabinieri è indubbiamente la prima scelta da fare insieme alla ricerca del codice IMEI, senza di quella, le compagnie telefoniche -che vedremo nel prossimo step- non possono muoversi.

3) Il vostro provider, cioè la compagnia telefonica, con la denuncia dei carabinieri alla mano, può procedere al blocco della SIM per portare il tutto in una nuova scheda e ripartire come se fosse nuova.

4) Dal primo momento che possediamo uno smartphone, abbiamo a disposizione una serie di piccoli accorgimenti che ci permettono di risparmiare tempo, fatica, ansia e stress da trasferimento al nuovo dispositivo, uno di questi è proprio l’inserire i nostri numeri di telefono nelle rubriche che si collegano al cloud di Google oppure Apple.

Questo fa sì che cambiando telefono o SIM i numeri rimangano sani e salvi nel nostro account.

5) Accorgimento molto importante -e spesso sottovalutato o ignorato- inerente alla gestione di uno smartphone sono i siti ufficiali “localizzatori” che possono rintracciare, se il telefono è acceso e GPS è attivo, il device permettendo così di bloccarlo, resettarlo o farlo suonare. Le pagine web non sono molto diverse da quelle inserite precedentemente e permettono di rilevare attraverso la mappa i propri dispositivi Android e Apple.

6) Altro passaggio fondamentale è cambiare le password dei vostri account più importanti in modo tale da chiudere l’accesso automatico ed istantaneo alle app, quindi Google, Facebook e tutti i social installati.

7) Ultimo accorgimento, ma non per importanza, risponde alla classica domanda: “Ma con WhatsApp come faccio?” In primis dovete aver effettuato un backup delle vostre conversazioni sul vostro cloud, e questo WhatsApp ve lo chiederà diverse volte durante la vostra esperienza di “chattatori”. Per tutto il resto basta inserire la nuova SIM, rilasciata dal gestore telefonico, e avviare il telefono in modo che WA capisca di usare il nuovo dispositivo “mollando” quello precedente.

Rimanendo in tema di app di messaggistica, cosa potrebbe succedere nei 5 giorni dopo la scomparsa globale di WhatsApp? Leggete il mio articolo.

Ci sono tanti fattori che possono determinare la perdita dei nostri dati, l’intrusione degli stessi da parte di chi ci ha rubato lo smartphone, ma eseguire questi passaggi potrebbe aiutarvi parecchio nel nuovo percorso e, magari, usare qualche piccolo accorgimento con la vostra nuova avventura.

Articolo aggiornato il 27/12/2019

Immagine di copertina: Person holding black iPhone 4 front of MacBook Air, Photo by Alejandro Escamilla on Unsplash.

Felicidad.

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