La fretta della comodità è iniziata nel momento in cui internet è entrato nelle nostre vite.

Tutto ha cominciato ad andare velocemente, ad essere immediato in ogni aspetto della nostra giornata.

Siamo effettivamente consumatori rapidi, pensate, ad esempio, quando compriamo un qualsiasi oggetto su Amazon e ci arriva a casa il giorno dopo, con nostra somma soddisfazione.

Ci soffermiamo solamente pochi secondi sui post di Facebook dei nostri collegamenti, non chiamiamoli “amici” per favore.

Le foto su Instagram si susseguono a centinaia di migliaia ogni minuto, senza fermarsi mai e la nostra sete di conoscenza è sempre “stuzzicata” da queste immagini.

Tutto ciò ha lasciato in noi un piccolo – e grande – difetto: diamo per scontato che tutte le funzioni della rete siano effettivamente così veloci, anzi, sarebbe un problema grosso se cominciassero a rallentare.

Misuriamo le giornate in quanti Mi Piace abbiamo ricevuto dalle persone; contiamo i minuti di quanto tempo una app impiega ad aggiornarsi. Abbiamo fretta, e siamo particolarmente agitati, quando il nostro telefono effettua un upgrade del sistema operativo mettendoci più del previsto.

Le connessioni sono sempre più veloci, siamo passati dall’impiegare qualche minuto per aprire una foto allo scaricare un film intero nella stessa quantità di tempo. Eppure abbiamo dimenticato che ogni tanto, questa velocità potrebbe anche fermarsi. Idea forse strana, improponibile per il mondo di oggi.

Quindi, se proprio la società non vuole saperne di rallentare, allora facciamolo noi, o per lo meno proviamoci. Rallentiamo noi, con le nostre infinite notifiche, togliendo un po’ social e dando spazio a più libertà della nostra mente.

Leggete il mio articolo “Il silenzio delle notifiche“.

Quanto tempo è passato dall’ultima volta che abbiamo cenato insieme alle persone a noi care, ad amici e parenti, senza tirare fuori il telefono? Pensateci bene e la risposta vi arriverà da sola.

Ed ora a voi, genitori, una domanda: quante volte al giorno fotografate i/le vostri/e figli/ie e le pubblicate direttamente sui social controllando quanti Like o commenti avete ricevuto?

Perché si sa, più felicità equivale a più like.

Secondo una analisi del CED, Centro Economia Digitale, gli italiani, nel 2018 hanno speso più di 6 ore al giorno su internet, per la precisione 6 ore e 8 minuti. Questo dovrebbe far riflettere parecchio in quanto sono dati che non accennano a diminuire.

Quindi cosa possiamo fare noi per arginare questa situazione?

Niente di più facile che prenderci i nostri tempi, vivendo momenti e giornate che siano più offline.

Un’ora al giorno, una serata in compagnia, un week end con la famiglia dove la nostra mente non è collegata, dove non ci sono condivisioni in rete nei vari social e sopratutto dove si perda quel piccolo senso di fretta e di agitazione che abbiamo quando teniamo lo smartphone in mano.

Man and woman holding cups on tables, Photo by Joshua Ness on Unsplash
Man and woman holding cups on tables, Photo by Joshua Ness on Unsplash

Ce lo dobbiamo, a noi e alla nostra mente, che è sempre collegata a questi impulsi digitali e non riesce mai a staccarsi.

Quindi, nel momento in cui state prendendo ad un caffè al bar, fermatevi, gustate quei 30 secondi senza connessioni e vedrete che ne sarà valsa la pena.

Immagine di copertina: Cat on the Mac, Photo by Andrii Ganzevych on Unsplash

Felicidad.

Seeds Of Change, Joe Lovano

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