Poco tempo fa riflettevo, insieme ad una classe di “allievi”: chi sopravviverà in una società che è, e sarà, sempre più digitale?

Laddove la tecnologia fa balzi da gigante ogni singolo giorno, c’è sempre qualcuno che rimane indietro; ci siamo quindi chiesti: chi si salverà di fronte a questo destino inevitabile?

La risposta, a cui io sinceramente non avevo pensato, è questa: tralasciando chi, ovviamente, riesce a mantenersi sulla stessa lunghezza d’onda della tecnologia, si salverà dal destino digitale, tutto ciò che creativo.

Le persone che vivono nel mondo dell’arte, della musica e teatro sono quelle che ci regalano emozioni non replicabili dalle macchine e che solo la mente umana riesce a concepire e quindi a creare.

Possiamo definire questi mondi come “ignifughi” al fuoco scaturito in questi anni dai device.

Se pensiamo bene è un discorso banale: la macchina crea gli strumenti, permettendo a noi di usarli e di lavorare, però, quelli che, in fin dei conti, creano i contenuti siamo sempre noi.

Quindi se creiamo sentimenti e continuiamo a suscitare emozioni allora saremo sempre diversi dalle macchine.

I sentimenti, le emozioni e la creatività ci salveranno da questo mondo di plastica.

È importante quindi capire con un concetto molto semplice, che ripeto spesso nel mio blog: la tecnologia è un qualcosa di fantastico, io ne ho fatto una missione di vita, ma sapere come si usa e a dosarla nel modo giusto, è fondamentale.

Rendersi conto che esiste una vita al di fuori dello smartphone è da capire in fretta, ne ho parlato anche nel mio articolo sulla percezione della nostra realtà.

Le emozioni, il nostro pensiero, ci dividerà sempre, per fortuna, da tutto ciò che è macchina.

Distinzione stupida, eppure sempre meno netta.

Interagiamo sempre di più con gli strumenti digitali; tutto ciò sembra che ci abbia fagocitato rendendoci, a nostra volta, piccole macchine pronte a svolgere le stesse questioni, tutto il giorno, tutto l’anno.

Laptop and photo, Photo by Javier Peñas on Unsplash
Laptop and photo, Photo by Javier Peñas on Unsplash

Siamo umani, siamo vivi, pensiamo e ragioniamo; abbiamo una vita, delle emozioni che dobbiamo mantenere e preservare nel corso del tempo.

In più, cerchiamo di vivere, e convivere,con ciò che ci circonda.

Giusto per fare un esempio per semplificare la questione: dopo un anno di lavoro e di studi ci rechiamo, finalmente in vacanza. Bene, ma non passiamo, per forza, a fotografare ogni angolo della meta tanto ambita con lo smartphone, e a condividere decine e decine di scatti sui social; voglio dire, ogni tanto divertitevi e passate una vita un po’ offline.

Anche se in un futuro arriveremo ad utilizzare le macchine volanti, cerchiamo di rimanere con i piedi per terra e di dare maggiore importanza a ciò che realmente conta nella vita: i sentimenti.

Quindi, non diamo per scontato che tutto possa diventare digitale, ma cerchiamo di mantenere un qualcosa di analogico che dia una certa concretezza negli strumenti di ogni giorno, ma più di ogni altra cosa cerchiamo di conservare le piccole gioie quotidiane e, ogni tanto, dimentichiamoci il telefono in tasca.

Immagine di copertina: person sitting beside street, Photo by Rod Long on Unsplash

Felicidad

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