Qual è il rapporto tra la scuola e i libri nell’epoca digitale?

Quante volte ci siamo lamentati di quanto pesa lo zaino di scuola dei nostri bimbi e delle nostre bimbe, pieno di libri grossi come mattoni?

Probabilmente quel materiale è stato usato in piccola percentuale dalla maestra, preferendo gli appunti propri, o diapositive, dandoli agli allievi.

Che senso ha comprare ogni anno un blocco intero di libri per i nostri ragazzi e ragazze se poi, gli stessi testi scolastici, sono utilizzati poco, hanno validità qualche anno e restano a prendere la polvere tutto il resto del tempo?

Fortunatamente esiste la possibilità di restituire o vendere questo materiale per avere qualche sconto su quello successivo; oppure vendere i libri a chi ne avrà successivamente bisogno, ma, il concetto della scuola rimane lo stesso. Ogni tanto mi capita di sfogliarne qualcuno e sono un semplice aggiornamento delle precedenti edizioni, con qualche aggiunta o correzione.

Dietro a tutto questo, vedo solo del gran business, rimasto invariato da anni, sempre con lo stesso metodo, senza contare quali tecnologie ci sono oggi che, in maniera molto timida e superficiale, vengono utilizzate.

Esistono le lavagne interattive elettroniche, comunemente chiamate L.I.M. collegate ai tablet tenuti dai bambini, dando loro la possibilità di interagire ed imparare, però è ancora poco rispetto a quello che si può fare.

So per certo che c’è ancora una preferenza per la carta stampata, su quanto sia considerata migliore rispetto al digitale, ma lo stesso numero di libri, che le schiene dei nostri/e bimbi/e e ragazzi/e imparano a conoscere, potrebbero essere inseriti all’interno di un dispositivo eReader sotto forma di eBook.

Sapete che all’interno di un eReader, il più famoso è il Kindle di Amazon, è possibile inserire qualche migliaio di libri digitali?

Black E-book reader beside white and black mug, Photo by Aliis Sinisalu on Unsplash
Black E-book reader beside white and black mug, Photo by Aliis Sinisalu on Unsplash

Pochi grammi, un unico dispositivo sostituendo chili e chili di carta, come spiegato prima, per la gran parte inutilizzata.

Vale veramente la pena continuare così?

È giusto che il/la bambino/a impari la scrittura, la matematica e tutte le materie necessarie a dargli/le un insegnamento completo ma se fosse integrata di più tecnologia, questo non comporterebbe un limite, anzi sarebbe un ottimo approfondimento, in una società dove tantissimi servizi sono migrati al digitale: come la gestione della proprio conto corrente piuttosto che andare ogni volta in banca, biglietti aerei, prenotazioni sui siti come JustEat ecc.

Quindi, se la società è avanzata, perché la scuola non prepara in maniera adeguata questi bambini e bambine, che saranno i futuri adulti, in maniera evoluta e meno superficiale?

Pensate a cosa si può fare un bimbo con un tablet e una app per disegnare liberamente.

Siete a conoscenza del fatto che è possibile regolare il dispositivo con un Parental Control in modo tale che il bambino compia determinate azioni piuttosto che “girovagare” per la rete distraendosi?

Non c’è bisogno di conoscere per forza la materia informatica ed essere esperti del settore, ma ritengo sia giunto il momento di un bel cambio di mentalità, un passo in avanti nella società basata sempre sulle stesse procedure da decenni; in primis dall’alto, cioè dalle istituzioni, passando poi per i genitori, per finire nei poveri bimbi e bimbe che subiscono già da piccoli le scelte politiche di noi “saggi” adulti.

Leggete il mio articolo “social a bambini”.

Articolo aggiornato il 21/11/2019

Immagine di copertina: Photo by Tim Wright on Unsplash.

Felicidad.

Commenti

Dovremmo riuscire ad integrare i due… usare la tecnologia, splendido aiuto alla quotidianità, e al tempo stesso non perdere l’amore per il libro, l’odore della carta…

Giustissimo per i piccoli sarebbe l’ ideale ma lo stato sembra essere impreparato a questo cambiamento……..poi per gli adulti come me…….non posso fare a meno della carta….ma sono di un altra generazione difficile cambiare abitudini

Giustissimo per i piccoli sarebbe l’ ideale ma lo stato sembra essere impreparato a questo cambiamento……..poi per gli adulti come me…….non posso fare a meno della carta….ma sono di un altra generazione difficile cambiare abitudini

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