La prima regola, per una buona vita informatica, è leggere.

Leggere cosa?

Tutto quello che spunta sotto i nostri occhi in quei piccoli o grandi schermi digitali.

Perché dico questa banalità?

Perché, per inciso, non è per niente una banalità anzi, spesso e volentieri non si legge quello che si usa, le famosi “Condizioni d’uso” di ogni prodotto che si acquista ma, in vista soprattutto di tutti questi device portatili, pochi si fermano qualche minuto a capire cosa rileva di noi quell’app appena scaricata, magari che va di moda al momento, quali sono i “permessi“, quindi cosa permetto io di vedere a quell’applicazione di me stesso, ancora meglio allo sviluppatore.

I famosi permessi delle app

So, che spesso, tutto ciò che si scarica lo fa in fretta e non si ha mai il tempo per poter capire cosa pretende questo piccolo software proprio prima che io proceda ad usarlo, ma, stavolta, voglio farvi un esempio molto importante, cercando successivamente di analizzarlo insieme a voi e quindi di leggere attentamente.

Poco tempo fa, ho scaricato una di quelle app che permettono di inserire nei vari messaggi quotidiani, tante emoticon o GIF, cioè disegni ferme o in movimento che identificano una o più parole.

Prima di usarla, mi venne effettuata una richiesta che ora voglio mostrarvi e che, spero, vi fermiate a leggere.

Per questioni di correttezza ho oscurato il nome dell’applicazione.

App da leggere attentamente
App da leggere attentamente

Precisazione: quest’app è per lo più usata da bambini o minorenni, quindi, se il/la ragazzino/a tocca la parola “Consenti“, senza pensare alle conseguenze, tutto ciò che viene digitato come messaggio da inviare agli amici e parenti, appunti di scuola ecc. viene trasmesso allo sviluppatore che, in definitiva, sa perfettamente quello che si scrive o si è scritto.

In aggiunta, se vengono digitati numeri di carte di pagamento, lo sviluppatore è perfettamente in grado di rilevare anche queste informazioni.

Quindi, in riferimento alla mia espressioni di prima: leggere, se potete, perdete qualche minuto per capire cosa c’è scritto in qualsiasi finestra “strana” che spunta sul vostro schermo; a maggior ragione se, il dispositivo viene usato anche dai vostri figli, nipoti o minori, perché è sopratutto nei giochi che ci sono tante richieste di permessi.

Spero, con questo piccolo spunto di riflessione, di aver inserito in voi un piccolo senso critico nell’uso quotidiano della tecnologia.

Articolo aggiornato il 15/04/2019

Foto di copertina: Woman wearing blue denim vest sitting on chair in front of table with tablet computer, photo by Tatiana Niño on Unsplash

Felicidad

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