Google e MasterCard, una coppia che scoppia di dati degli utenti.

Uno studio del professor Douglas Schmidt del 2018, ha rilevato che chi possedeva uno smartphone Android poteva, e veniva, essere tracciato anche da smartphone spento o inattivo. 

La differenza veniva fatta tra un dispositivo di Google e uno di Apple, entrambi spenti per 24 ore; ebbene, lo smartphone del robottino verde ha rilasciato circa di 900 campioni di dati per un totale di 4,4 MegaByte.

Mentre l’iPhone, con le stesse modalità ha rilasciato ad Apple circa 0,76 MegaByte di dati, quindi molto meno.

Vi rilascio qui, il link per il prezioso PDF contenente lo studio.

Questi non sono scoop esclusivi, si sapevano da tempo, bastava solo informarsi.

La notizia che poi si è susseguita dopo, vi lascio il link del Sole 24 Ore, riguarda sempre Google, stavolta, non ci sono telefonini di mezzo ma un accordo con MasterCard, uno dei circuiti di credito più grandi al mondo, permettendo così alla stessa casa di Mountain View di tracciare gli acquisti di oltre 2 miliardi di utenti.

Per spiegarla brevemente, secondo questo accordo, Google ha la possibilità di vedere gli acquisti fisici, cioè non per forza online, dei detentori di carte MasterCard.

Sulla base delle loro rilevazioni, che annunciano di non entrare nel merito di dati personali, gli inserzionisti hanno quindi una possibilità enorme di “sistemare”, correggere e modificare le loro campagne pubblicitarie.

Secondo Christine Bannan che ha seguito tutta questa vicenda, dell’Electronic privacy information center, non ci sono informazioni sufficienti da dare ai consumatori, inerenti ai loro acquisti e a quello che stanno facendo.

Io sono d’accordo con lei, al 100%.

Articolo aggiornato al 23/03/2019

Felicidad

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