Torna ad una vita offline

Abbiamo bisogno di tornare più spesso ad una vita offline.

L’abitudine dello smartphone e e del tablet rappresenta una grande parte della giornata.

Uno studio dimostra che, mediamente, sblocchiamo il nostro telefono circa 150 volte al giorno, ed è meglio renderci conto che sono veramente tante.

Principalmente per notifiche quali WhatsApp, o comunque per la ricezione/invio di messaggi, seguono Facebook e Instagram, insomma il solito trio.

Ogni volta che riceviamo una notifica il nostro cervello rilascia sostanze chiamate serotonina e dopamina, che si attivano quando c’è una sensazione di piacere.

La tendenza quindi è guardare sempre questo dispositivo, in qualsiasi momento “morto” della giornata: all’interno del mezzo pubblico, nelle sale di attesa piene di persone dove ognuno se ne sta seduto con il proprio dispositivo in mano, connesso alla rete e al proprio mondo.

Vi pongo questa domanda: quanto vi manca la vita offline?

Appena ci sono sensazioni di imbarazzo, pensate per esempio quando si sta in ascensore con sconosciuti, mettiamo la mano in tasca, o in borsa, e tiriamo fuori il dispositivo.

Eppure l’idea che ci possa essere una serata in compagnia, una ballata di gruppo, dove non si pubblica nulla nel proprio stato di Instagram, è un qualcosa che non rimane in rete, ma nei nostri ricordi.

Prendiamo una scena classica come la coda delle auto ferme al semaforo rosso, prima non era difficile incontrare qualcuno che cantava gioiosamente a squarciagola la propria canzone preferita, ed ora? Tutti a mandare un vocale su WhatsApp.

Chi possiede telefoni iPhone aggiornati sa che esiste una funzione che permette di capire quanto tempo si passa con il melafonino.

Chi invece ha un telefono Android può provare questa piccola esperienza tramite app specifiche che svolgono la medesima funzione, come Moment.

Tornare alla vita offline non è un comportamento che dobbiamo dimostrare alla società ma a noi stessi, riprenderci il nostro tempo, per i nostri figli, che forse hanno veramente tanto da dirci mentre siamo impegnati a controllare le notifiche.

Con questo non voglio ripartire dal fax o dal vecchio telefono cellulare ma di imparare a godere appieno di tutte le funzioni che può effettuare questo piccolo computer facendoci aiutare nella vita quotidiana non abusandone, spesso inutilmente e, soprattuto, vivere di più con quello che ci circonda.

Un’altra battaglia, che non mi stancherò mai di ripetere, è quella di tenere lontani i dispositivi dai/dalle nostr* bambin*.

Posso comprendere che, alle volte, sono ottimi mezzi per “tenerl* tranquill*”, ma guardando quegli schermi perderanno tutto ciò che hanno attorno a loro, enormi possibilità di conoscere, apprendere e capire.

Leggete la mia storia “Lei, i bimbi e lo smartphone“.

Prendete una classica serata in famiglia passata davanti ad una bella pizza insieme a mamma e papà; cosa c’è di più bello che goderne di ogni sfumatura di quel momento senza per forza che queste creature siano “lasciat*” davanti ai tablet perdendo così una serata magica?

Se proprio non riuscire a farne a meno provate a limitare l’uso del tablet a tavola. Fate capire che devono essere lì con voi, presenti in quel momento e lo stesso vale per voi, mamme e papà.

Ho parlato di bambini anche nel mio articolo “Social e bambini“.

Insomma, riprendiamoci una bella fetta della nostra vita offline.

Immagine di copertina: Person reading book while drinking beverage, Photo by Chris Benson on Unsplash

Felicidad

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